MOC (Mineralometria Ossea Computerizzata)


Brevi cenni sulle caratteristiche dell’indagine MOC ( mineralometria ossea computerizzata)

La mineralometria ossea computerizzata (abbreviata MOC) è una tecnica di diagnostica medica, il cui scopo è quello di indagare lo stato di mineralizzazione delle ossa. La MOC infatti misura la densità della massa ossea, rivelando un’eventuale degenerazione della struttura.

Sono diverse le condizioni cliniche in cui è indicata la mineralometria ossea computerizzata; attualmente la MOC è la tecnica diagnostica di riferimento per effettuare la diagnosi di osteoporosi (una grave patologia caratterizzata da un progressivo processo di demineralizzazione della struttura scheletrica e definita dall’OMS come una malattia caratterizzata da ridotta densità della massa ossea e alterazione microstrutturale del tessuto osseo, responsabili di una incrementata fragilità dello stesso e di un conseguente aumento del rischio di fratture).

La MOC è un esame indolore, non invasivo e sicuro (l’esposizione alle radiazioni è bassissima).

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Dott.ssa Sabrina Frigelli

Che cos’è l’osteoporosi

L’osso non è una struttura inerte, ma  durante la nostra vita viene continuamente “rimodellato”; le cellule più importanti nell’osso sono due: quelle che tolgono calcio(osteoclasti) e quelle che ne costruiscono di nuovo(osteoblasti). Le due cellule lavorano insieme tanto che, ogni volta che gli osteoclasti tolgono calcio, subito gli osteoblasti ne rimettono e nessuna delle due cellule riesce a lavorare se da sola. L’osso costituisce un enorme serbatoio di calcio, indispensabile per il buon funzionamento di cervello, cuore e reni, perciò tutte le volte che l’introduzione di calcio è inferiore alle nostre necessità, il calcio viene prelevato dalla nostra riserva, l’osso.

Purtroppo dopo la menopausa, la perdita degli ormoni femminili (estrogeni) accelera il meccanismo e l’osso, non avendo più la protezione di questi ormoni, perde molto più calcio di quello che viene ricostruito.   La perdita eccessiva di calcio e le alterazioni che avvengono all’interno dell’osso, portano molte donne all’osteoporosi.

Chi ha l’osteoporosi ha molta più probabilità di fratturarsi le vertebre, il polso, il femore e questo può avvenire per traumi lievi o addirittura senza traumi.

Mentre le fratture di polso e di femore sono sempre evidenti per l’impotenza funzionale e il dolore, il 50% solamente delle fratture vertebrali si manifesta con dolore e l’altro 50% non dà segno di sè.

Quindi solo la metà delle donne con fratture da osteoporosi sa di averle, l’altra metà lo può scoprire solo facendo radiografie della colonna dorso-lombare o una morfometria vertebrale (questi esami permettono di analizzare il corpo vertebrale e vedere se la vertebra si è schiacciata ).

Mentre è colpita dall’osteoporosi una donna su tre, nell’uomo l’osteoporosi è un evento più raro anche se non infrequente: l’uomo ne è esposto dopo i 60 anni, quando si riducono gli ormoni maschili (androgeni).

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L’osteoporosi una malattia da non sottovalutare – alcuni dati epidemiologici

L’osteoporosi  in Italia è una patologia che riguarda potenzialmente 5.000.000 di persone, di cui l’80% sono donne in postmenopausa. La prevalenza di osteopenia/osteoporosi dipende dall’età: il 46% delle donne con età compresa tra 70 e 79 anni ha una osteoporosi conclamata.

Ogni anno l’osteoporosi causa 250.000 nuove fratture, di cui 70.000/anno sono fratture del femore, le più temibili per le conseguenze disabilitanti che determinano e per l’elevato costo sociale.

20.000/anno sono invce le fratture vertebrali, anche queste in grado di determinare un forte grado di disabilità nelle pazienti colpite.

E’ importante sottolineare che la mortalità intra-ospedaliera per frattura acuta è molto alta: 5%, e arriva al 15-25% nei 12 mesi successivi alla dimissione.

Il 20% dei pazienti che ha avuto una frattura del femore non è più in grado di camminare e solo il 30-40% recupera una funzione deambulatoria totale, con elevati costi sociali (ospedalizzazione e riabilitazione ).

Il costo ospedaliero per le sole fratture del femore è stimato intorno ai 394 milioni di euro, ben 40% in più del costo ospedaliero degli infarti (270 milioni di euro).

Considerando poi anche i costi di riabilitazione, i costi sociali e i costi indiretti, nel solo 2002 si è superato il miliardo di euro.

 

 

Con una popolazione che tende sempre più ad invecchiare, questa patologia che già rappresenta una diagnosi molto diffusa, diventerà un problema di sempre maggiori dimensioni.

 

Perché è indispensabile misurare la massa ossea con l’esame MOC

 

MOC: LE VARIE TECNICHE

Esistono diverse tipologie di mineralometria ossea computerizzata: presso l’ambulatorio ACTF-SANITA’AMICA srl viene impiegato il metodo MOC DEXA TOTAL BODY ( con tecnica di assorbimento a raggi X)

La tecnica DEXA presenta fra i suoi vantaggi, rispetto ad altre tecniche anche più innovative, un minor tempo di esposizione, tempi di scansione più brevi e, soprattutto, maggior precisione ed accuratezza.

La MOC DEXA può essere eseguita a livello dell’avambraccio, della colonna vertebrale lombare, del femore o dell’intero scheletro. Nella maggior parte dei casi si fa a livello della colonna vertebrale o del femore.  La MOC DEXA utilizza i raggi x, ma la dose di radiazione utilizzata per l’esame è bassissima, molto minore di quella di una normale radiografia, e infinitamente minore di quella di una TAC. Pertanto, non ci sono assolutamente problemi a ripetere la MOC nel tempo.

Solo questo esame permette di fare con precisione la diagnosi di osteopenia (una modesta demineralizzazione ossea, che costituisce un po’ un campanello d’allarme) o osteoporosi (una demineralizzazione ossea più consistente, che comporta il rischio più o meno grave di fratture).

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LA VALUTAZIONE e MISURAZIONE

In una persona adulta, la diagnosi si fa esaminando il T-score, cioè valutando di quanto il valore in esame si differenzia da quello del campione di riferimento (soggetti sani dello stesso sesso e di età pari a 25-30 anni, ossia esaminati nel momento in cui si raggiunge il picco di massa ossea). In termini più precisi, il T-score è la differenza, espressa in numero di “deviazione standard”, fra il valore individuale osservato e il valore medio della popolazione sana di riferimento.

Valori di T-score compresi fra +1 e -1 indicano una mineralizzazione ossea nella norma.

Secondo i criteri dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (originariamente riferiti alle donne in menopausa, ma oggi utilizzati per gli adulti di ambo i sessi), si parla di osteopenia quando il valore del T-score è inferiore a -1, e di osteoporosi quando il T-score è inferiore a -2.5.

Lo Z-score, invece, indica di quanto il valore in esame si differenzia da quello di una popolazione sana di riferimento composta da soggetti dello stesso sesso e della stessa età del soggetto in esame. Si deve sempre e solo usare lo Z-score quando si studiano bambini, adolescenti, e in genere soggetti di età inferiore ai 30 anni. In linea di massima questo indice, anche se viene sempre automaticamente riportato nel referto MOC, non ha molto significato nello studio di persone adulte o anziane, per le quali quello che conta è invece il T-score.

L’interpretazione dello Z-score è molto più complicata di quella dello T-score e in generale può essere fatta solo dallo specialista. Non basta guardare il valore rilevato dalla MOC DEXA come si fa con il T-score per gli adulti. Infatti in questi casi si tratta di soggetti ancora nell’età della crescita, e dato che la crescita non avviene allo stesso modo per tutti, e a parità di età può essere molto diversa, occorre tener conto di molte altre variabili (dimensioni del corpo, stato puberale, ecc.) e, di conseguenza, occorre fare opportune “correzioni” al valore indicato dal densimetro.

Nei giovani, lo studio con il metodo DEXA può essere fatto anche su tutto il corpo (esame total body). Questo esame permette non solo di valutare la densità minerale ossea, ma anche la quantità di “massa magra” (muscoli) e “massa grassa” (tessuto adiposo). La valutazione globale di tutti questi elementi è molto importante e utile nello studio di soggetti giovani, ancora in fase di crescita.

Il valore misurato della massa ossea, in termini assoluti, è solo un’indicazione di massima. E’ chiaro che al di sopra di certi limiti si può star tranquilli, mentre al di sotto di certi altri bisogna subito prendere provvedimenti.  Ma quello che è più importante è seguire la sua variazione nel tempo.  In certi casi (per esempio in una donna in menopausa che segue una terapia sostituitiva ormonale e che ha in partenza una buona massa ossea) un secondo controllo si potrà fare anche a qualche anno di distanza dal primo. In altri casi invece, i controlli dovranno essere più ravvicinati, anche se in genere, negli adulti, non ha senso rifare un controllo MOC prima di una anno dal precedente.

Fra una MOC e l’altra potrà invece esser utile effettuare altri tipi di esami di controllo sul sangue e sulle urine (tra cui esami specifici – i cosiddetti markers di turnover osseo – che possono aiutare a valutare l’efficacia dei trattamenti in atto per limitare la perdita di massa ossea).

I fattori di rischio

Per soggetti di ogni età di sesso femminile e maschile:

  • Precedenti fratture da fragilità (causate da trauma minimo) o riscontro radiologico di fratture vertebrali;
  • Riscontro radiologico di osteoporosi;
  • Terapie croniche (attuate o previste): -cortico steroidi sistemici (per più di tre mesi a posologie >/=5mg/die di equivalente prednisonico, levotiroxina (a dosi soppressive), antiepilettici, anticoagulanti(eparina), immunosoppressori, antiretrovirali, Sali di litio, agonisti del GnRH:
  • Patologie a rischio osteoporosi: – malattie endocrine con rilevante coinvolgimento osseo (amenorrea primaria non trattata, amenorrea secondaria per oltre un anno, ipogonadismi, iperparatiroidismo, ipertiroidismo, sindrome di Cushing, acromegalia, deficit di GH, iperprolattinemia, diabete mellito tipo I);
  • Rachitismi/osteomalacia;
  • Sindromi da denutrizione, compresa l’anoressia nervosa e le sindromi correlate; celiachia e sindromi da malassorbimento;
  • Malattie infiammatorie croniche intestinali severe;
  • Epatopatie croniche colestatiche;
  • Fibrosi cistica
  • Patologie generiche con alterazioni metaboliche e displasiche dell’apparato scheletrico;

Limitatamente a donne in menopausa

  • Anamnesi familiare materna di frattura osteoporotica in età < a 75 anni;
  • Menopausa prima dei 45 anni;
  • Magrezza: indice di massa corporea < 19 kg/m2.
  • Età superiore ai 65 anni;
  • Anamnesi familiare positiva per severa osteoporosi;
  • Periodi superiori a 6 mesi di amenorrea premenopausale;
  • Inadeguato apporto di calcio (< 1200 mg/die)
  • Fumo > 20 sigarette al giorno;
  • Abuso alcolico (>60 g/die alcool)

 

.   Per gli uomini di età superiore a 60 anni

  • Anamnesi familiare positiva per severa osteoporosi;
  • Magrezza: indice di massa corporea < 19 kg/m2.
  • Inadeguato apporto di calcio (< 1200 mg/die)
  • Fumo > 20 sigarette al giorno;
  • Abuso alcolico (>60 g/die alcool)

 

Come prevenire l’osteoporosi

 

  • Fare regolarmente attività fisica moderata.
  • Introdurre quantità adeguate di calcio e vitamina D con la dieta.
  • Mantenere il peso corporeo nei limiti della norma (essere troppo magre in questo caso non giova)
  • Evitare eccessi di alcool e caffè
  • Abolire il fumo di sigaretta

 

Per capire se c’è l’osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia “silenziosa”, cioè non dà alcun sintomo della sua presenza  se non quando c’è la complcanza, che è la frattura ossea di polso o di femore o nel 50% delle fratture vertebrali.

 

Cosa deve fare chi ha l’osteoporosi

  • Rivolgersi ad uno specialista o al proprio medico per gli accertamenti opportuni ed una terapia adeguata.
  • Evitare di stare a lungo a letto o in poltrona.
  • Fare ginnastica dolce e potenziamento della muscolatura paravertebrale e glutea
  • Usare scarpe morbide e con suola non scivolosa
  • Evitare di flettere il dorso per raccogliere le cose  da terra
  • Non spostare e sollevare pesi eccessivi.
  • Non usare tappeti piccoli in bagno o scendiletto in camera perché è facile scivolare.
  • Usare tappeti antisdrucciolo nella vasca della doccia.

Non aspettare il suo aggravarsi

Una volta che si fa l’esame e si scopre di avere l’osteoporosi non è molto saggio non fare niente e aspettare il controllo successivo per vedere come vanno le cose, ma bisogna fare una visita specialistica per decidere, in base ai fattori di rischio e agli esami del sangue, se è necessario iniziare subito una terapia e che tipo di terapia.